Scoperta
e scavi

Era il lontano 1883 quando Giovanni Cominelli e i fratelli rinvennero, durante i lavori agricoli nei loro terreni in località Castello a Parre, un gruppo di numerosi manufatti in bronzo per un totale di oltre 1000 kg. Si trattava probabilmente del ripostiglio di un artigiano fonditore seppellito nel V secolo a.C.

Gran parte dei reperti fu venduta a una fonderia e rifusa, la rimanente fu recuperata dall’archeologo Gaetano Mantovani ed è ora esposta al Civico Museo Archeologico di Bergamo.

Nel 1983, in occasione dei festeggiamenti per commemorare il centenario della scoperta del ripostiglio, sulla superficie del pianoro si notarono numerosi frammenti ceramici, indizio dell’esistenza di un ricco deposito archeologico sottostante.

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Iniziarono allora le indagini e nel corso di varie campagne di scavo – tra il 1983 e il 1994, tra il 2009 e il 2011 – è stato individuato un abitato esteso circa 13.000 mq.

Ad eccezione del settore musealizzato e ora visitabile (il saggio A), tutti i restanti saggi sono stati reinterrati in attesa di riprendere ulteriori interventi di ricerca e valorizzazione del sito.

Un ripostiglio è un insieme di oggetti in metallo nascosto sotto terra con l’intenzione di recuperarlo, ma in realtà, a causa di svariati motivi, non più disseppellito.